Il 9 giugno 2025 Apple ha presentato Liquid Glass, il nuovo linguaggio visivo che verrà adottato su tutti i sistemi operativi dell’ecosistema Apple.
Parliamo di un’evoluzione grafica rivoluzionaria, ma mentre l’attenzione di tutti si concentra sull’aspetto estetico e sulle novità tecniche, è utile porsi una domanda più profonda: quale impatto ambientale ha un’interfaccia così complessa, applicata su scala globale?
Un’interfaccia più ricca, ma anche più energivora
Liquid Glass introduce superfici trasparenti, rifrazioni dinamiche, effetti di luce in tempo reale e animazioni continue. Il sistema si adatta all’inclinazione del dispositivo e alla luce ambientale, modellando digitalmente ciò che Apple definisce “materiali simili al vetro”.
Tutto questo richiede un maggiore uso della GPU, quindi un incremento del consumo energetico dei dispositivi. A differenza del design flat introdotto con iOS 7, che semplificava e alleggeriva l’interfaccia, Liquid Glass va nella direzione opposta: maggiore realismo, maggiore calcolo, maggiore energia.
Effetti visivi e sostenibilità digitale: un legame da considerare
In un momento in cui il settore digitale è responsabile di circa il 4% delle emissioni globali di CO₂ (fonte: The Shift Project), ogni innovazione dovrebbe essere valutata anche in termini di efficienza energetica. La sostenibilità digitale non si limita al data center o al server: riguarda anche l’interfaccia utente e la quantità di risorse necessarie per renderla.
Se ogni dispositivo Apple consumasse anche solo l’1% in più di energia a causa di Liquid Glass, il risultato complessivo sarebbe significativo.
Una stima conservativa dell’impatto globale
- Dispositivi attivi Apple nel mondo: circa 2,2 miliardi (fonte: Apple Q2 2025)
- Consumo medio giornaliero per smartphone: circa 8 Wh
- Stima di incremento medio dovuto a Liquid Glass: +1% = +0,08 Wh/giorno
Risultato:
0,08 Wh × 2,2 miliardi dispositivi = 176 milioni di Wh al giorno.
Il risultato è di 176.000 kWh al giorno, pari al consumo giornaliero di circa 6.000 abitazioni europee (media: 29 kWh/giorno)
Su base annuale, l’impatto si tradurrebbe in oltre 64 milioni di kWh in più. Un consumo aggiuntivo che, se alimentato da fonti non rinnovabili, comporterebbe decine di migliaia di tonnellate di CO₂.
Accessibilità: estetica e inclusività possono coesistere?
Oltre al consumo energetico, Liquid Glass apre un secondo fronte critico: l’accessibilità. La complessità visiva introdotta potrebbe creare ostacoli per utenti con difficoltà visive, fotosensibilità o disabilità cognitive.
Apple darà sicuramente la possibilità di regolare questi effetti nelle impostazioni, ma resta da verificare quanto l’esperienza standard sarà davvero inclusiva.
Quando il design influenza l’ambiente
Apple è uno degli attori più influenti del mondo digitale. Ogni sua decisione in ambito di design diventa tendenza, viene imitata, amplificata e integrata in software di terze parti.
In questo contesto, introdurre un’interfaccia ad alto impatto computazionale significa aumentare i consumi su scala globale. In un’epoca in cui si cerca di rendere il digitale più sostenibile, scelte di questo tipo meritano una riflessione più ampia.
Conclusione: il design è anche una questione di responsabilità
Liquid Glass rappresenta un progresso tecnologico importante, ma innovare oggi significa anche fare scelte consapevoli rispetto all’impatto energetico.
In Ecodato crediamo che il design digitale debba bilanciare estetica, funzionalità e sostenibilità. Ogni micro-effetto, ogni rifrazione, ogni animazione ha un costo.
E quando quel costo si moltiplica per miliardi di utenti, diventa parte integrante dell’impatto ambientale del digitale.